la chiave matematica dei tarocchi

del Maestro Athan Dah Cartomante Francesco

la chiave matematica dei tarrochi del cartomante francesco

La Struttura Numerica dei Tarocchi

Quando si osservano i tarocchi soltanto come immagini simboliche, si rischia di coglierne solo la superficie narrativa. In realtà, il sistema dei tarocchi possiede una struttura numerica precisa che ne costituisce l’ossatura invisibile. Gli arcani maggiori non sono disposti casualmente: seguono una progressione numerica che va dallo 0 al 21, creando un ciclo completo di trasformazione.

L’immagine della tavola numerica degli arcani rappresenta proprio questo: non una disposizione estetica, ma una mappa simbolica. I numeri non sono semplici etichette; sono livelli, passaggi, gradini di un percorso evolutivo. Lo 0 rappresenta l’inizio potenziale, l’energia non ancora definita. L’1 introduce l’affermazione dell’identità. Il 2 porta dualità e polarità. Il 3 genera espansione. E così via, fino al 21, che rappresenta compimento e integrazione.

La cartomanzia utilizza questa struttura numerica come base interpretativa. Ogni carta non è solo un’immagine archetipica, ma un punto preciso in una sequenza ordinata. Questa sequenza può essere letta come un sistema progressivo, in cui ogni numero modifica il precedente e prepara il successivo.

Osservando la tavola geometrica, si può notare come i numeri siano disposti in relazioni circolari e interconnesse. Questo richiama un principio matematico fondamentale: la ciclicità. I tarocchi non descrivono una linea retta, ma un movimento circolare. Dopo il 9, numero di compimento parziale, si entra nel 10, che rappresenta un nuovo ciclo su un piano diverso. Dopo il 19 e il 20, si giunge al 21, ma il 21 contiene implicitamente un ritorno allo 0, perché ogni compimento genera un nuovo inizio.

Dal punto di vista numerologico, molti arcani possono essere ridotti alla loro radice numerica. Il 14 diventa 5 (1+4), il 16 diventa 7 (1+6), il 18 diventa 9 (1+8). Questo significa che esiste una relazione interna tra carte apparentemente lontane. Il 5, ad esempio, rappresenta cambiamento e tensione; quando si manifesta nel 14, assume una forma più equilibrata e trasformativa. Quando si manifesta nel 5 diretto, è più dinamico e destabilizzante.

La cartomanzia professionale tiene conto di queste risonanze numeriche. In una lettura, la presenza di più carte con la stessa radice numerica indica un’intensificazione di quel principio. Se compaiono 9, 18 e 19 (1+8=9), si attiva una tematica di completamento, chiusura, consapevolezza finale.

La geometria presente nell’immagine non è decorativa. Le intersezioni tra i cerchi rappresentano punti di contatto tra principi numerici. La struttura ricorda diagrammi matematici utilizzati per visualizzare relazioni tra insiemi. In questo senso, i tarocchi possono essere osservati come un sistema relazionale, dove ogni carta appartiene contemporaneamente a più categorie simboliche.

Il numero 3, ad esempio, appartiene al principio della creazione, ma anche al principio della stabilità dinamica (triangolo). Il numero 4 introduce struttura e solidità (quadrato). Il 7 unisce spiritualità e movimento. Il 8 richiama equilibrio e forza. Il 11 e il 22 (nelle versioni estese) introducono vibrazioni considerate maestre nella tradizione numerologica.

Quando si osserva la cartomanzia come metodo, si comprende che la disposizione delle carte in una stesa non è soltanto una successione casuale. È una configurazione numerica temporanea. Ogni carta interagisce con le altre non solo per simbolo, ma per valore numerico.

Se in una stesa compaiono prevalentemente numeri bassi (1, 2, 3), si parla di fase iniziale. Se dominano numeri centrali (7, 8, 9), si è in fase di maturazione. Se emergono numeri alti (17, 19, 20, 21), si entra in una fase di realizzazione o trasformazione definitiva.

La tavola matematica degli arcani rende visibile questo principio. I numeri sono evidenti, centrali, strutturati. L’immagine diventa così una rappresentazione visiva di un metodo interpretativo: la cartomanzia non come suggestione, ma come lettura di configurazioni simbolico-numeriche.

Naturalmente, non si tratta di matematica nel senso accademico del termine. I tarocchi non sono un’equazione risolvibile con formule. Tuttavia, possiedono una coerenza interna che può essere analizzata con criteri di struttura, proporzione e relazione. 

La presenza del simbolo dell’infinito nella tavola richiama un altro concetto fondamentale: continuità. L’interpretazione non è mai definitiva. Ogni lettura si inserisce in un flusso continuo di esperienze. Il numero 8, simbolicamente legato all’infinito, rappresenta equilibrio dinamico. Quando compare in una lettura, indica spesso la necessità di armonizzare forze opposte. 

Il numero 13, spesso temuto, rappresenta trasformazione. Numericamente è 1+3=4, quindi struttura. La trasformazione non è distruzione, ma riorganizzazione. Il 16 (1+6=7) rappresenta rottura necessaria per evoluzione spirituale. Il 19 (1+9=10→1) rappresenta successo che riporta all’identità iniziale su un piano superiore. 

La cartomanzia integra queste osservazioni nella pratica quotidiana. Non è solo intuizione. È anche riconoscimento di pattern. Il consulto diventa un’analisi di combinazioni numeriche e simboliche che descrivono uno stato e le sue possibili evoluzioni. 

La tavola numerica dei tarocchi, quindi, non è un’invenzione decorativa. È una sintesi visiva di un principio: ogni arcano occupa un posto preciso in un sistema ordinato. Comprendere questo sistema significa leggere le carte non come immagini isolate, ma come elementi di una struttura coerente. 

Ed è proprio questa coerenza che rende la cartomanzia uno strumento interpretativo complesso. Non si tratta di prevedere il futuro con formule, ma di osservare come simboli e numeri interagiscono in una configurazione temporanea. I tarocchi, nella loro struttura numerica, rappresentano un linguaggio. E come ogni linguaggio, hanno grammatica, sintassi e relazioni interne. La tavola matematica degli arcani ne è la rappresentazione visiva.

Il Metodo Numerico Applicato alla Lettura

Nel mio metodo di lettura dei tarocchi, la struttura numerica non è un elemento teorico, ma uno strumento operativo. Durante una stesa, non considero soltanto il simbolo della carta, ma anche la sua posizione numerica all’interno del ciclo degli arcani e la relazione matematica con le altre carte presenti. La presenza di sequenze numeriche, ripetizioni di radici numeriche o predominanza di determinate fasce (numeri iniziali, centrali o finali) permette di individuare la fase evolutiva della situazione analizzata. Questo approccio consente una lettura più strutturata e meno superficiale. Non si tratta di trasformare i tarocchi in una formula matematica, ma di riconoscere che esiste una coerenza interna che può essere osservata e interpretata con metodo.

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